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Ristrutturare le case per poi rivenderle un metodo per risparmiare o investire?

Un dubbio che spesso ci accompagna quando decidiamo di vendere la propria casa, è quello relativo all’ipotesi di ristrutturare o meno l’immobile prima ancora di intavolare qualsivoglia trattativa.

La perplessità maggiore risiede nel capire se una ristrutturazione possa rappresentare un aiuto o meno in fase di compravendita, al fine di massimizzare l’affare. Di fatto, dunque, questa operazione rappresenta un risparmio o un investimento? Vediamolo insieme.

Risparmio si, ma attenzione ai costi

 

Tecnicamente la ristrutturazione della casa prima di una vendita rappresenta sia un risparmio che un investimento. All’atto pratico rimodernare i punti nevralgici di un appartamento (impianto idrico, elettrico, ottimizzazione degli spazi e creazione di ambienti su misura) permette al compratore di effettuare valutazioni d’acquisto nette nel momento in cui ci si pone la scelta tra acquistare una casa nuova o da ristrutturare.

Inoltre l’attività di ristrutturazione può costituire un vero e proprio modus operandi per chi decide di investire in immobili non in perfette condizioni per rimodernarli e proporli a compratori finali.

Tuttavia è bene tenere presente che i costi di ristrutturazione vanno analizzati con cura e meticolosità.

Il primo fattore da tenere in considerazione è quello dell’equilibrio. La zona in cui si trova l’immobile giocherà un ruolo importante a riguardo: in funzione del prestigio del quartiere, come sappiamo, anche la prezzatura/metro quadro di un appartamento subisce delle oscillazioni più o meno massicce. In altre parole risulta inutile fare eccessivo uso di materiali di pregio in quartieri che di per sé vantano un valore immobiliare inferiore: si rischia di non riuscire attirare clienti che, data la capacità di spesa elevata, prediligeranno zone residenziali maggiormente quotate, vanificando il nostro investimento.

In secondo luogo bisognerà fare delle scelte opportune in termini di tipologia di ristrutturazione. Quando decidiamo di rimodernare casa per proporla in vendita dobbiamo tenere conto del fatto che eventuali “slanci architettonici”, soluzioni eccessivamente personalizzate o lavorazioni artistiche frutto dell’estro dell’architetto a cui ci siamo affidati, potrebbero non essere particolarmente apprezzate dai potenziali compratori che valuteranno l’acquisto dell’immobile.

Meglio quindi concentrarsi sul rinnovo degli elementi sensibili (gli impianti), l’aggiornamento del comparto estetico e funzionale (infissi, verniciature, eventuale piastrellame e finiture) e naturalmente un rinnovamento globale dell’ambiente bagno (che rappresenta la zona di maggior interesse per chi valuta l’acquisto di una casa ristrutturata). Ricordiamo, inoltre, che gli interventi di ristrutturazione permettono di accedere ad alcune agevolazioni fiscali, come la detrazione Irpef per un importo pari al 50 per cento delle spese sostenute, che è stata prorogata anche per tutto il 2018 (ecco quali sono i requisiti per potervi accedere).

Qualora si decidesse di completare la ristrutturazione provvedendo anche all’arredamento, si tenga conto che varrà il principio della modernità: mobili moderni con un tocco di colore sono generalmente molto apprezzati dai compratori. Per questi non sarà necessario affidarsi a fornitori particolarmente costosi, vista l’enorme offerta in termini di mobili per un facile accesso a tutte le tasche.

Una casa ristrutturata si vende meglio o si vende prima?
 

Anche in questo caso la risposta è affermativa in entrambi i casi. Una casa ristrutturata, di norma, avrà un tempo di incubazione della trattativa molto più breve. Non tutti sanno che i potenziali compratori, nonostante mettano in conto l’idea di dover “mettere mano” all’appartamento non appena acquistato, non sono affatto entusiasti di dover provvedere alla ristrutturazione del loro nuovo acquisto. La possibilità di avere un immobile “chiavi in mano”, viceversa, rappresenta un plus molto importante ai fini della chiusura della trattativa.

Da un punto di vista squisitamente economico, invece, la ristrutturazione rappresenta una delle poche armi attualmente a disposizione per chi non desidera essere investito dall’inevitabile crisi di valore immobiliare che caratterizza questa specifica fase storica.

La ristrutturazione di un immobile rappresenta quindi un plusvalore che garantisce un buon incremento della quotazione dell’immobile, a patto che non “ci si perda” proprio nella fase finale: quello della trattativa. Affidarsi ad un’agenzia immobiliare seria e professionale è il fattore che fa la vera differenza tra il chiudere un buon affare (con soddisfazione di entrambe le parti) e il non riuscire a chiudere un accordo in tempi brevi (se non abbassando la richiesta, di fatto vanificando l’investimento sostenuto per la ristrutturazione).

Un’agenzia immobiliare è in grado di filtrare le proposte e le domande commerciali ottimizzando i tempi di chiusura della compravendita, gestendo tra l’altro tutta la parte burocratica che, diversamente, può dilatare in modo esponenziale le tempistiche della trattativa.

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